Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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Grazie

Dal 4 ottobre la nostra Anna Lisa non c’è più.

Sappiamo quanto lei abbia ricevuto conforto da questo blog, da tutti voi che avete letto i suoi post, la avete incoraggiata, le avete scritto, avete sperato insieme a lei e a noi.

Di questo vogliamo ringraziarvi e chiedervi di non dimenticarla.

Abbiamo così deciso di costituire un'associazione in suo nome che abbia lo scopo di raccogliere fondi da destinare al finanziamento di una borsa di studio per la ricerca sul cancro, in particolare su quel tipo di bestiaccia che aveva Anna Lisa: il carcinoma mammario triplo negativo, uno dei più aggressivi.

Sul sito Oltreilcancro, che Anna Lisa aveva contribuito a far nascere, verranno date d’ora in poi tutte le informazioni su questo progetto.

Questo blog rimarrà aperto per tutte quelle persone che hanno conosciuto Anna Lisa, realmente o attraverso queste pagine. Tutti siamo stati travolti dalla voglia di combattere e di vivere di Anna Lisa ed in questo modo, chi ne sentirà il bisogno, potrà rileggere i suoi scritti e sentirsi meno solo.

Un ultimo desiderio di Anna Lisa si avvererà nei primi mesi del nuovo anno: la Mondadori pubblicherà il suo libro. Lo ha preparato con dedizione e passione e siamo sicuri che, ovunque lei sia, sarà felice di veder nascere la sua "creatura" che porterà il suo messaggio anche a chi, come la Mamy, non ha tanta dimestichezza con il computer.

Vi lasciamo qui una poesia di Gandhi che la Mamy aveva regalato ad Anna Lisa, dopo averla ritagliata da una pagina di giornale. Abbiamo scoperto che l'aveva conservata nel suo portafoglio e, rileggendola, ci sembra proprio di vedere lei, col suo sorriso, la sua risata contagiosa, il coraggio e la speranza.

Prendi un sorriso,

Regalalo a chi non l'ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole,

Fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente,

fa' bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima,

Posala sul volto di chi non ha pianto.

Prendi il coraggio,

Mettilo nell'animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita,

Raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza

E vivi nella sua luce.

Prendi la bontà 

E donala a chi non sa donare. 

Scopri l'amore

e fallo conoscere al mondo.

                                      

Andrea e Roberta


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Sofferenza

Il fatto è che son giornate difficili.
Sono stanca di  tutta questa sofferenza.
Non c'è niente che mi vada bene, niente che migliori.

E allora piango, mi dispero.

Ho dolore.
Continuo a gonfiare.
Cammino male.
Lividi e smagliature.
Non riesco a deglutire se non con l'aiuto di millemila litri di acqua.
Mi hanno riaumentato la morfina dopo che me l'avevano diminuita.
Dormo, dormo e dormo.
Dico cose senza senso, vaneggio, parlo a vanvera. E non quando sono in dormiveglia, no! O perlomeno, non solo! Vaneggio quando sono sveglia, sveglissima! Ed è terribile. E' come se perdessi il controllo di me stessa.  E ci soffro.

E in tutto  questo, quindi,  non riesco a fare niente perché o dormo, o piango, o ho dolore.

E non è certo questa la vita che vorrei.
Voglio scappare.


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2 MESI

Era il 14 luglio quando mi ricoverarono in oncologia.
Dopo poco mi spostarono qui nell' hospice dicendomi che sarei rimasta solo un paio di giorni. Invece soo già due mesi che sono qua e, sinceramente, io vorrei tanto andarmene.
No, non è corretto: non vorrei andarmene, ma vorrei STAR BENE E ANDARMENE, questo sì.
E invece non vedo nessun miglioramento: continuo a dipendere dall'ossigeno, dalla morfina e da tutti gli altri farmaci.
Non sono certamente due giorni di ricovero e, a questo punto, nemmeno due mesi.
Quanto resterò ancora qui?


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La (mia) vita in diretta

Giovedì è stata una delle giornate più divertenti della mia vita.
Sono stata intervistata da una bravissima (e bellissima!) giornalista della trasmissione "La vita in diretta" (RAI1) e mi sono sentita una vera vip!
La telecamera è entrata proprio qui in camera mia, alle Cure Palliative! In ospedale non si parlava d'altro e io ho avuto la possibilità non solo di raccontare la mia storia, ma, ben più importante, di parlare di cancro e ne sono molto fiera perché in Italia, a parer mio, se ne parla ancora troppo poco.
Mi son divertita, è vero, ma mi sono anche vergognata, perché avrei preferito farmi vedere 30 kg fa… ma pazienza: la malattia è anche questo.
Non so ancora con precisione quando andrà in onda, forse lunedì o martedì, ma vi farò sapere, statene certi!
Nel frattempo date un' occhiata al resoconto di quilivorno.it, se volete. Loro non si perdono niente di me e della mia storia che, devo esser sincera,  seguono con estrema sensibilità e attenzione.

 

La Vita in Diretta fa visita ad Anna Lisa.
La Rai a Cure Palliative.
 
 
 

Il servizio della Rai verrà trasmesso con tutta probabilità lunedì pomeriggio all'interno della trasmissione La Vita in Diretta

 

Anna Lisa insieme alla troupe Rai della Vita in Diretta in camera sua
Anna Lisa insieme alla troupe Rai della Vita in Diretta in camera sua

LIVORNO -  Ore 17 di un normale giovedì pomeriggio. In camera con Anna Lisa c' è, come sempre la mamma. Andrea, il marito, deve ancora staccare dal lavoro e raggiungere la sua sposa a Livorno. Si apre la porta e spunta una telecamera. E' quella della Vita in Diretta, la trasmissione leader della fascia pomeridiana di Rai Uno che è venuta a far visita ad Anna Lisa la sposa di Cure Palliative che ha fatto commuovere il mondo con la sua bellissima storia d'amore e con la sua voglia di vivere e di sognare.
Anna Lisa è, come sempre, sorridente. Accoglie la troupe Rai sul suo letto con una gioia travolgente. Presentazioni di rito, tutto il fantastico staff del reparto che ogni tanto si affaccia e guarda incuriosito l'insolita scena. Una giornalista, un cameraman e un tecnico dell'audio. E' questo "l'avamposto" Rai mandato a Livorno per conoscere e raccontare a tutta Italia la storia di "Annastaccatolisa".

Così la telecamera si accende e, con un "microfonone" ad hoc per catturare i suoni nell'ambiente, si inizia a parlare mentre Anna Lisa guarda e mostra le foto alla troupe. La stanza, rispetto a quella della prima notte di nozze, è cambiata. Questa è più ombreggiata, meno esposta al sole, con una piccola cucina e più ampia. Anna Lisa l'ha addobbata per renderla meno anonima. "Ho voluto ricreare in qualche maniera l'ambiente di casa mia", spiega alla giornalista Rai, "sapendo che dovevo passarci un po' di tempo qui dentro ho voluto far sì che questa stanza fosse più accogliente possibile". Così ecco che spunta l'angolo delle foto del suo matrimonio con Andrea, i disegni appesi al muro di qualche nipotino, i palloncini delle nozze, i suoi libri preferiti e un'unitera fila di barattolini di miele d'acacia. 

Si continua a registrare. Anna Lisa spiega come sta vivendo la sua situazione. "Psicologicamente? Ad alti e bassi. Ma si parla di minuti. Un minuto prima posso essere la donna più felice del mondo, un minuto dopo piango e mi arrabbio. Non è semplice starmi accanto. Per questo devo ringraziare mio marito Andrea che non è scappato, mi è stato vicino e quando gli dissi della malattia e che volevo lasciarlo per questo, lui disse che mi sarebbe sempre stato vicino. Non è una cosa che si vede spesso negli uomini, no?".

Andrea arriva dal lavoro. La Rai lo riprende mentre entra in stanza. Un bacio alla moglie, due chiacchiere su come è andata la giornata e un abbraccio forte forte quando si spengono le telecamere.


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Niusss degli ultimi giorni

Son stata parecchio male nei giorni scorsi.
I dolori fisici non mi davano tregua e la disperazione nemmeno.
Per quello non mi sono più fatta viva.
Per quello non ho più scritto i post.
Per quello non ho più letto neanche un commento e neanche una mail.
Per quello ho allontanato tutti i miei amici e ho chiesto loro di non venire a trovarmi e di non telefonarmi. Ho avuto bisogno di stare da sola col mio dolore, fisico e psicologico.
Ho dovuto parlarci. Ho cercato di capirli. Ho chiesto loro di abbandonarmi.
Ho avuto bisogno di silenzio.
Ho voluto dormire più che potevo.
Ho preferito una vita tranquilla, fatta di affetto, coccole, baci, chiacchiere, attenzioni e carezze da parte delle infermiere, delle OSS, del primario, della caposala, delle donne delle pulizie, delle volontarie, di mio marito e della mamy. Perché ora sono loro la mia famiglia. Questa stanza è diventata casa mia e loro sono i miei cari. E ho avuto bisogno di qualche giorno di tempo per restare da sola con loro e per rendermi conto realmente di com'è adesso la mia vita.
Ma adesso è giunto il momento di rifarmi viva. E' giunto il momento di scrivere un nuovo post per tutti voi Amici miei. E mi scuso per la latitanza. Ma mia scuso anche per non aver letto i commenti dei post precedenti; so da amici che è successo un po' di caos, per cui sto seriamente pensando di moderare i commenti. Mi dispiace, eh, perché avrei voluto lasciare libertà di scrittura a tutti, ma mi sono arrivate un marea di segnalazioni di persone infastidite (come minimo) da certi commenti poco carini, per cui temo che dovrò prendere provvedimenti.
Mi scuso anche con chi mi ha scritto una e-mail. Al più presto ricomincerò con la lettura: sono rimasta indietro di qualche centinaio di e-mail, ma ce la farò, le leggerò!!!

Sabato mi hanno fatto un'ecografia all'addome (solo perché io ho insistito come una pazza scatenata per farla, ma in realtà non ce n'era bisogno!).
Quello che è venuto fuori lo sapevamo già: ci sono delle allegre bestiacce che rompono le scatole al mio fegato e di conseguenza provocano dolore a me.
Ma adesso, pian pianino, stiamo trovando la dose giusta di morfina e altri antidolorifici, cosicché le bestiacce possono continuare a fare il loro porco comodo senza dare troppo fastidio a me!

A proposito di morfina… qualche notte fa ho avuto una reazione… non troppo piacevole, diciamo: una crisi di nervi, lacrime e disperazione. Ho vaneggiato, ho urlato, pianto e delirato. E' stato brutto, bruttissimo. Per me, certo, ma soprattutto per "Qualcuno" che ha dovuto sopportare tutto ciò e aiutarmi nel farmi restare calma e tornare in me. C'è riuscito, certo, ma c'è voluto tatnto tempo e dopo eravamo sfiniti entrambi.
Non è giusto.
Non è giusto che una coppia, appena sposata, che in teoria dovrebbe essere in viaggio di nozze, si trovi a litigare e a combattere contro una malattia così bastarda.
Non è giusto.

Venerdì mi hanno concesso una mezza giornata d'aria, come i carcerati.
Un medico, un infermiere e un oss, mi hanno accompagnato a casa perché dovevo sbrigare alcune cose importanti.
Munita di ossigeno, morfina, sedia a rotelle ed entusiasmo, sono tornata a casa mia e Dio solo sa quanto è stato difficile per me poi venir via.
Ho voglia delle mie cose.
Ho voglia della mia gatta.
Ho voglia del mio lettone, del mio bagno, del caos sulla mia scrivania.
Voglio tornare a casa mia.
E voglio tornarci senza ossigeno, senza morfina, senza sedia a rotelle, ma con lo stesso entusiasmo.

Domenica era l'anniversario della morte di Ale: 11 anni.
Ogni anno la mamy ed io facevamo dire la Messa nella chiesa della parrocchia dove abbiamo abitato insieme a lui. Il nostro sacerdote diceva sempre una bella omelia dedicata ad Ale e il mio coro ed io cantavamo dei canti molto belli scelti proprio per lui.
Eravamo sempre in tantissimi a ricordare Alessandro e, pur essendo un brutto giorno per me, diventava ogni anno un modo per ritrovare amici e parenti e per stare bene, sereni, nel ricordo di Ale e nella certezza che lui ci osserva e ci accompagna per mano nel nostro cammino.
Quest'anno, invece, la Messa l'ho presa qua, nella Chiesa dove mi sono sposata, seduta sulla sedia a rotelle e con la bombola dell'ossigeno insieme a me perché non mi ci posso staccare.
Posto diverso, Chiesa diversa, persone diverse, situazione diversa, ma sempre la stessa certezza: Ale è con me, magari un po' distratto, ma è accanto a me, mi osserva, mi guida e… quando può… interviene e mi assiste. Il nostro legame continua anche dopo questi undici anni di lontananza fisica.

Il reparto delle Cure Palliative dell'ospedale di Livorno continua ad essere sommerso di lettere, paccchi, fiori, buste e sorprese. E il mio cuore continua a scoppiare di gioia per tutto ciò.

A pag. 42 di "VISTO" di questa settimana trovate un'intervista alla sottoscritta e alcune foto (prima e dopo la cura… terribili!!!).

Ho voglia di uscire da qui.
Ho voglia di fare la luna di miele.
Ho voglia di andare a fare shopping.
Ho voglia di libertà.
Ho voglia di normalità.


300 commenti

Spose, malate e VIP!!!

Uff… Quanto è dura la vita di noi donne sposate…
Quanto è dura la vita di noi donne malate!!!
Quanto è dira la vita di noi donne VIP!!!!!!!

In questi giorni sono stata male, anche malissimo, ho rilasciato un sacco di interviste qui in reparto, ho coccolato e mi son fatta coccolare dal mio Qualcuno, ho avuto problemi con la morfina e con gli elastomeri, ho rilasciato interviste telefoniche, ho nominato Qualcuno il mio manager nonché buttafuori…

Mi hanno cambiato camera: dalla suite sono passata al mini appartamento con cucina (che figata!)!. Ho fatto un'intervista per la televisione (TV" 2000) e una per la radio (BBC – nientepopòdimeno) oltre che per quotidiani locali, nazionali, settimanali e quant'altro..

Ho un tremendo dolore alla spalla sinistra dovuto alla caduta. Mi hanno fatto la lastra ma non risultano fratture. Boh…
Ho avuto dei piccoli problemi col port, ho avuto la febbre alta e spesso ho delirato a causa della morfina (posso evitare di raccontare che cosa ho detto?!!? Grazie.

Continuo a ricevere visite su visite, la mia stanza non è mai vuota, anzi!
E… da qualche giorno a questa parte… reggetevi forte… ta-da-da-dan… il reparto delle Cure Palliative di Livorno è sommerso di lettere, buste, pacchi e sorprese indirizzate a me!!!!! FIGHISSIMOOOOOOO!!!
Non faccio altro che ricevere sorprese, un po' come accadeva a Modena e… mi diverto un sacco!

Vi lascio col link dell'intervista che ho fatto per TV 2000:

http://nelcuoredeigiorni.tv2000.it/amore-oltre-la-malattia-il-matrimonio-di-annalisa/2011/08/24

Sì, quella super cicciona col pigiama e il tubo dell'ossigeno sono io.
Ero bionda, ero carina, avevo 30 kg in meno, ero proprio u'altra persona…
Accidenti a questa malattia dimmmmmm_ _ _ a!

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