Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata

Settima chemio? Anche no.

6 commenti

Non sono morta. C’è chi ci prova a farmi fuori, ma sono sempre qui, su questo mondo, solo un po’ più incasinata, confusa, nervosa, malata ed arrabbiata del solito.

Ma veniamo a noi.

Martedì, come da programma, sono andata a Livorno per giocarmi il settimo e penultimo gettone sulla giostra della chemio. Appena arrivata mi hanno fatto il prelievo del sangue (non avendolo potuto fare il giorno prima perché era Pasquetta) per controllare, come sempre, i miei globuli bianchi e rossi e poi sono andata a far colazione con la dottoressa ElleElle.

Dopo un bel po’ di chiacchiere, aggiornamenti, gossip e giretti vari per i corridoi dell’ospedale, siamo andate nello studio medico del dottor G. per la consueta visita pre-terapia. Dopo avergli fatto il resoconto delle tossicità della sesta terapia, mi spoglio e mi sdraio sul lettino, tranquilla, allegra e sorridente.

"Dottor G., mi s’è formata una roba strana sull’addome, vede? Va da sotto il seno malato fino alla pancia e mi fa male, che roba è?"

Silenzio.

"Anna Lisa, quello non è niente di preoccupante, ma tanto ti ho prenotato un’ecografia così vediamo meglio. Secondo me è una tromboflebite."

"Cioè?"

"Una vena che accusa la chemio…"

"Ah beh, allora… capirai…"

"Anna Lisa, il fatto è un altro. La bestia mi sembra cresciuta rispetto all’altra volta."

"Ma… sì… effettivamente io la sento molto più grande, ma mi avete sempre detto che è normale che sia più grande perché sanguina ed è infiammata, no?"

"Sì’, ma andiamo subito a fare un’ecografia e controlliamo"

Guardo la dottoressa ElleElle. Mi visita anche lei e poi andiamo tutti e tre insieme a fare l’eco.

Mi spoglio, mi sdraio su quel lettino che mi ha accolto una marea di volte, assumo la posizione corretta (ormai ho imparato…) e  mi preparo a sentire il fresco del gel sulla mia pelle.

Eccoci: dottore, gel, sonda, monitor e lei, la bestiaccia. La vedo. So riconoscerla.

Il dottore muove la sonda sul mio seno e rimane in silenzio. Poi sentenzia: "non ha sanguinato e non è infiammato. Questo è tutto tumore. Misura più di tre centimetri. Va levato."

Cazzo. Ecco un’altra mazzata inaspettata. Lacrime…

Eh sì, gente mia, la malattia è peggiorata. Eravamo riusciti a dimezzare la bestiaccia e invece ora ha ripreso tranquillamente il suo percorso ed è quasi delle dimensioni iniziali. Ha trovato il modo per aggirare l’ostacolo. Il farmaco "T" non le fa paura, non la tocca più e quindi cresce, cresce e cresce. E’ una cosa che può succedere, purtroppo. E a me è successa, ovvio.

"Anna Lisa, niente più chemio. Devi operarti. E in fretta. Telefono al chirurgo a Pisa e le dico che stai andando lì così ti visita nuovamente anche lei e fissate la data dell’intervento."

"Ok, dottor G., vado a Pisa."

Nel tragitto Livorno-Pisa ho avuto la mente nel pallone. Il caos totale. L’ennesima mazzata, l’ennesima batosta. La bestiaccia mi sfida, si prende gioco di me e della mia sofferenza. Ma fai pure, bestiaccia, sfidami pure, cresci, cresci. Io t’ammazzo, ti tolgo dal mio corpo. Cresci pure, tanto hai i giorni contati.

Una volta arrivata a Pisa son riuscita a beccare al volo la mia chirurghessa (!) fuori dalla sala operatoria. La mia chirurghessa è una persona fantastica. Ogni volta che la vedo, che mi visita e che ci parlo penso: "ecco, io da lei, mi farei aprire anche subito". E’ un mix di professionalità, simpatia, serietà, schiettezza… più unico che raro!

Mi ha visitato. Abbiamo parlato un pochino e poi mi ha dato un appuntamento (per domani) per definire per bene il tutto. Ma la cosa certa è che l’operazione ci sarà. E ci sarà a breve, anche se ancora non è stata stabilita la data.

Aspetti positivi? Tanti… Niente più chemio (almeno per il momento), niente più antivomito, antinausea, puntura nella coscia o nella pancia, niente più fattore di crescita di globuli bianchi e globuli rossi, niente più mucositi, niente più astenia. Ma soprattutto: NIENTE PIU’ CORTISONE.

Insomma, alla fine mi pare anche di averci guadagnato da tutta questa faccenda, no?

Il morale ora è altalenante. Da una parte son contenta perché per il momento non faccio più chemio (FORSE le faccio dopo l’operazione) con tutto quello che comportano. E poi, prima mi operano, prima me lo tolgono. Però mi girano anche le scatole… mi sento più malata di prima. La bestia è veramente grossa e mi fa male. Vado avanti a paracetamolo per non sentire il dolore. Sento la malattia. La sento dentro di me. La sento che cresce e che mi sfida a più non posso. E mi fa un po’ paura…

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6 thoughts on “Settima chemio? Anche no.

  1. Cavolo però.Un abbraccio virtuale, per quello che può sewrvire.

  2. Cacchio Annina… stamani, dopo che non ci si sentiva da un po’, ti ho scritto così dal nulla e ora guarda te…
    Pensavo a quando tre anni fa, di questi tempi, dopo una chemio sono andato a vedere Marco che si laureava…
    Ti dico solo che come sempre, per il poco che posso fare, ti sono vicino e ti mando un altro abbraccione forte… e un altro bacino!

  3. …per quello che puo’ servire…io ti sono accanto…anche se mi accorgo che sono banale e non posso fare nulla di effettivo per te…
    un grandissimo abbraccio con affetto M.
    iovololibera

  4. non so’ cosa dire…. un bacio e un abbraccio forte forte!!! sei nei miei pensieri non mollare!!!! a presto
    MEOMEO

  5. C A Z Z O!!!!!!
    e basta.
    irena

  6. UN ABBRACCIO FORTE…

    CRISPINO

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