Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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In partenza!

Fra un’ora passa a prendermi "Qualcuno".

Ce ne andiamo via solo un paio di giorni scarsi perché lui lunedì lavora, ma va bene, va bene così.

L’idea è partita da lui e mi sembra che ci tenga, per cui… PARTIAMO!

Ovviamente ha fatto scegliere a me la destinazione (tipico maschile… uff..) e quindi vi annuncio che partiamo per Principina a Mare (Gr). Stasera vorrei portarlo a Castiglione della Pescaia a cena e domani vorrei fare il giro OrbetelloArgentario… ma vediamo un po’ i livelli di stanchezza e di sopportazione!

Io ho già visto tutti questi posti e ci terrei che li vedesse anche lui.

Va beh, gente mia, incrociate le dita per me. Speriamo di non avere troppa astenia (mi sono anche imposta come autista ufficiale, così almeno in macchina lui potrà riposare!!!), speriamo di star bene, speriamo di riprendere in mano questa nostra storia.

A lunedì.

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Marzo (Giorgia)

Le cose non vanno mai come credi,
un’ altra notte ti svegli e ti chiedi
se hai sbagliato per quella promessa,
se hai mentito per una carezza.

Per questo viaggio ci vuole coraggio,
per questo amore pieghiamo il destino,
ti resto accanto su questo cammino,
pero’ ti prego tu dammi la mano.

I’ll show you something good
I’ll show you something good.

E tutto quello che è stato è già stato
lo metteremo nel nostro passato.

Vieni con me,
ti portero’
sopra i deserti che ho scoperto con te,
vieni con me,
ti condurro’
per quegli abissi dove mi perderei.
E io saro’ una regina,
saro’ l’estate e la nebbia di mattina,
saro’ il tuo miele, saro’ le tue vele
e per questo ti chiedo:
amamii.

Le cose non vanno mai come credi,
il cuore e’ pieno di lacrime rotte,
il tempo e’ ladro di cose mai dette
e so che indietro mai piu’ si ritorna,
eppure ancora ti resto vicino,
stanotte resta su questo cuscino.

I’ll show you something good
I’ll show you something good.

E tutto quello che è stato e’ gia’ stato
lo metteremo nel nostro passato.

Vieni con me,
ti porterò
sopra i deserti che ho scoperto con te.
Vieni con me,
ti condurrò
per quegli abissi dove mi perderei.
E io sarò una regina,
saro’ l’estate e la nebbia di mattina,
saro’ il tuo miele, saro’ le tue vele
e per questo ti chiedo:
amamii.

Le cose non vanno mai come credi.
Amamiiiii.
Le cose non vanno mai come credi.
Amamii.
Amamiiiii.
Amamiiiiii.
Amamiiiii
hiii, eh eh, amamiii ancoraa,
ancora, ancora, ancora.
Amamiiiiii.

Vieni con me,
ti porterò
sopra i deserti che ho scoperto con te.
oh vieni con me,
ti condurro’
per quegli abissi dove mi perderei.
E io sarò una regina,
saro’ l’estate e la nebbia di mattina,
saro’ il tuo miele, saro’ le tue vele
e per questo ti chiedo:
amamii.
Amamiiiii ancora.
Amami.

Ascoltatela qui.


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Un altro giorno, un'altra carta.

Carta n° 5: sorpresina. Ieri pomeriggio ho fatto recapitare in azienda dove lavora "Qualcuno" (complice uno dei titolari che conosco) un pacchettino. All’interno ci avevo messo un regalino simbolico-spiritoso-strettamente legato alla nostra storia e un biglietto/lettera ad effetto (!) in cui gli riassumevo l’Anna staccato Lisa – pensiero.

Ha pianto. Dice di aver pianto come un bambino, davanti a tutti i colleghi e poi si è andato a nascondere in un ufficio. E ci credo.

Ma avrà pianto per la felicità? Per la sorpresa? Per la disperazione perché adesso per lui è ancora più difficile mollarmi?

Uff…


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Al telefono

"Qualcuno": ciao, esco ora di palestra e vado a mangiare una pizza con C., poi nanna. Te come stai? Arrivata l’astenia?

Io: nooooo… quale astenia?!!? Stavolta è andata bene, sto alla grande. Non ho proprio nessun effetto collaterale.

"Qualcuno": ma non mi dirai mica le bugie?

Io: naaaaa… dico davvero, tutto ok. Meglio così, no? Se per una volta mi fa vivere bene… magari andrà peggio la prossima, ma non voglio gufarmela!

"Qualcuno": ah, ok, sì sì, meglio così. Buonanotte.

Io: buonanotte.

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Sì, buonanotte tesoro mio, io ora sono proprio stanca. Fisicamente per la chemio e psicologicamente per questa nostra storia. Sogni d’oro… e cerca di capire se mi vuoi veramente oppure no, perché io non so quanto tempo ancora potrò andare avanti. Hai tutte le ragioni ad essere stanco perché hai fatto veramente troppo per me, ma purtroppo io non ho colpe per essermi ammalata. Se non ti va più bene questa situazione allora lasciami, altrimenti amami, amami ancora, amami per amore, non per compassione. Amami più che puoi. Amami perché lo vuoi. Amami perché ti rendo felice. Amami perché vedi un futuro con me. Amami perché con me ci stai bene. Amami perché non puoi farne a meno. Amami, amami, amami ancora…


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Scopro tutte le mie carte…

Ieri sera, dopo cena, è venuto "Qualcuno" a casa mia e io mi sono giocata tutte le carte possibili:

Carta n° 1: protezione dal cancro. Mi sono fatta la doccia, vestita tutta colorata, truccata come Dio comanda, ho sistemato a dovere la mia Amicabrown e mi son fatta trovare in cucina a guardare la finale di Champions. Verso le dieci è arrivato. Gli ho aperto la porta indossando il mio sorriso Durban’s migliore e al suo "come stai?" ho risposto con un "bene, bene, nessun disturbo, tutto ok stavolta, sto proprio bene". L’ha bevuta. E questo è l’unico modo che ho per proteggerlo dalla mia malattia.

Carta n°2: prendersi cura di lui. Durante la partita abbiamo chiacchierato del più e del meno. Poi l’ho lasciato parlare dei suoi problemi di salute: dolori muscolari diffusi, mal di denti, cervicale… L’ho ascoltato, gli ho detto la mia sul da farsi, l’ho incitato a parlare con uno specialista e gli ho fatto pure un mini-massaggio. Non vi dico dopo che livelli di astenia che ho raggiunto…

Carta n°3: coccole & parole. Ci siamo spostati sul divano in salotto a guardare un film con Bud Spencer e Terence Hill (altro che astenia…). Siamo stati abbracciati tutto il tempo e lì ho trovato la forza per dirgli tutto quello che penso di noi. Gli ho fatto anche un po’ di domande a cui non ha saputo rispondermi (brutto segno, lo so) e gli ho chiesto di prendersi un po’ di tempo per riflettere e capire che cosa è più giusto per lui e per il suo futuro. Il che non significa non vedersi e non sentirsi, ma allentare un po’… tutto qua.

Carta n°4: sex bomb. Si è addormentato sul divano e io sono stata un bel po’ a guardarlo mentre dormiva. Poi l’ho svegliato e siamo andati a letto. E’ rimasto da me solo per motivi di praticità: era tardissimo e tornare a casa sua significava oltre trenta minuti di macchina e, visto il sonno, non era il caso. E’ andato in bagno prima lui, poi io. Ho indossato un completino intimo pazzesco e un baby doll esagerato: femminilità abbbestia. Sono tornata in camera e con nonchalance mi sono infilata nel letto e ho detto "buonanotte". Sì… buonanotte… buonanotte un corno. "Qualcuno" è caduto nel mio piccolo tranello e… come dire… Dio benedica i babydoll e i completini intimi!!!

Adesso sto pensando alle prossime carte da giocare. In realtà ho un po’ di febbre, ma non so se è colpa della chemio o degli oltre cento euro che stamattina ho lasciato da Intimissimi… ma, mi raccomando non lo dite a nessuno!!!


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Settima chemio

Ho giocato il settimo gettone. La giostra di Livorno era sempre la stessa: stessi odori, stessa poltrona, stesse infermiere, stessi "colleghi" verdi brutti e spellacchiati. E molto infastiditi dal mio sorriso, dalle mie chiacchiere con le infermiere, dalla mia tranquillità. Ah, se solo sapessero in realtà come mi sento…

Mi hanno mandato le flebo in una vena nuova, sana, relativamente grande e tutti e tre i farmaci (F+E+C) sono passati con tranquillità. Non ho avuto nessun disturbo e in poco più di un’oretta son riuscita a tornare a casa. Il farmaco C è stato mandato un pochino più lentamente rispetto agli altri perché altre volte mi aveva provocato il famoso "effetto coca-cola" (= pizzicore nel naso e nella testa). Il farmaco E (quello rosso che mi farà perdere di nuovo tutti i capelli) non ha dato problemi (c’è da starci molto attenti perché se va fuori vena è pericolosissimo). E col farmaco F mi hanno dato il solito ghiacciolo (stavolta gusto amarena) che aiuta a combattere le mucositi del cavo orale.

Non dovrò fare il fattore di crescita dei globuli rossi.

Farò il fattore di crescita dei globuli bianchi solo se ce ne sarà bisogno. Fra una decina di giorni farò nuovamente l’esame del sangue e se dovesse risultare un forte rischio di neutropenia allora ok, si fa il famoso G.

Prenderò cortisone per altri sei giorni solamente dopodiché posso autogestirmelo. Ormai, dopo tutti questi mesi, sono in grado di capire quando è il caso di prenderlo o quando posso anche stare a letto a sopportare.

Sono dimagrita. Ebbene sì. Ho solamente 2 kg in più rispetto a novembre, prima di cominciare la terapia.

Fantastico, no? Tutto perfetto direi…

Sì, perfetto una bella ceppa di minchia.

Ho già avuto i primi effetti collaterali: ora sono a letto con dolori muscolari, boccaccia cattiva e astenia. Tutto sopportabilissimo, però…

Ma soprattutto, quello che mi fa star male veramente è la mia storia con "Qualcuno". Non ci siamo gente mia, non ci siamo. Io non ho molte carte da giocare. L’unica cosa che posso fare è alleggerire il carico che gli ho rovesciato addosso. Se si tratta solo di stanchezza e non di cambiamento di sentimenti, allora magari possiamo riprenderci, no? Per togliergli un po’ di questa stanchezza posso chiedergli di vederci un po’ meno… Non importa che venga a dormire da me 4 o 5 sere su 7. Non importa che mi chiami mille volte al giorno per sapere come sto. Non importa che rinunci alle serate con gli amici per stare sul divano con me quando ho l’astenia e niente da offrirgli… Dobbiamo allentare un po’. E lui deve pensare di più a se stesso, riprendere in mano la propria vita, volere bene a se stesso prima che a me. E io cercherò di aiutarlo in questo, cercherò di alleggerirlo, di non caricarlo più, di andare avanti con le mie forze, perché tanto so di potercela fare.

Poco fa l’ho sentito per telefono e gli ho detto che stavo benissimo, che non avevo nessun disturbo, che c’era solo da star tranquilli e sereni perché tutto stava procedendo benissimo. Al telefono mi è più facile fingere e se riesco a non vederlo per qualche giorno, magari questa volta la terapia non lo affliggerà più di tanto e forse riuscirà a pensare con più lucidità alla nostra storia, a cosa è giusto fare, ai suoi sentimenti per me, al suo futuro.

Io voglio solo una cosa: se decide di continuare a star con me, deve essere per amore. SOLO E SOLTANTO PER AMORE. Non deve essere per pena, per compassione. Non deve essere per paura di farmi male, di complicarmi la vita già abbastanza difficile. No. Non voglio che pensi "l’Anna Lisa… poverina…". No, sarebbe la cosa più meschina che potrebbe farmi. Perché l’Anna Lisa, poverina, non lo è e non lo è mai stata.


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Houston, abbiamo un problema. L'ennesimo.

Fra nove ore sarò sdraiata sul solito lettino del day hospital di oncologia dell’ospedale di Livorno. Si ricomincia con le chemio.

Si ricomincia con le pasticche anti-nausea, con le punture anti-vomito, col cortisone, col fattore di crescita dei globuli bianchi, con l’astenia, coi dolori muscolari, con la perdita dei capelli, con tutto.

Ma non mi spaventa tutto questo. No.

Mi fa paura la mia storia con "Qualcuno". Credo veramente che siamo arrivati all’inizio della fine. "Qualcuno" sta cedendo. E’ stanco. Me l’ha detto.

E io maledico questa malattia che mi sta portando via anche lui.