Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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“Un posto nel mondo” di Fabio Volo ed. Oscar Mondadori

“Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali si divide tutto, l’appartamento, la pizza e la birra, ma anche sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne.

Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell’altra metà di sé. Michele invece resta.

Quando torna , dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita.

Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all’improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà (a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica.

Le vicende di Michele, Federico, Francesca e Sophie sono quelle di un gruppo di giovani alla ricerca del loro posto nel mondo.

In questo libro, Fabio Volo mette insieme le vite dei protagonisti come i pezzi di un puzzle, scegliendo ancora una volta l’universo femminile come codice d’accesso.”

 

Ho letto tutti i libri di Fabio Volo, questo mi mancava.

E m’è piaciuto, anche se non è il mio preferito.

Mi piace quello che scrive e come lo fa, ma in questo libro ho trovato un po’ troppa retorica e qualche banalità di troppo.

Ma il giudizio tutto sommato è positivo.

Anzi, ora potrebbe anche scriverne un altro, caro il mio Fabio… 🙂


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PRECARIATO

Ieri son rientrata a lavoro e a parte i soliti clienti, le solite problematiche, i soliti discorsi, le solite cose da sbrigare… ad attendermi un’unica piccolissssssssssima novità: sembra che la direzione generale abbia intenzione di chiudere la filiale per cui lavoro.

Intendiamoci: in autunno (dopo il prossimo intervento) avrei comunque cominciato a guardarmi intorno alla ricerca di un nuovo lavoro perché quello attuale è, come dire, di ripiego… Ma un conto è dare le dimissioni, un conto è essere licenziata o non avere il rinnovo del contratto.

E’ una roba che non mi è mai successa!!! Ho cambiato tre miliardi di lavori, ma sono sempre stata io a lasciare, a cambiare, ad andarmene! Ora sarebbe diverso… e mi fa un po’ strano! Mi sento precaria abbbbbestia!!!

E già mi sentivo precaria sul lato salute, poi avevo cominciato a sentirmi precaria sul lato sentimentale, ora mi ci voleva il precariato lavorativo!!!

Qualche certezza nella mia vita? No eh?

(Il 17 luglio mi scade il contratto di lavoro… Se non me lo rinnovano mi faccio due mesi di ferie! Giuro!)


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Non sto bene, è inutile negarlo. Psicologicamente intendo. Fisicamente sono solo un po’ astenica, ma ormai è la normalità. Sono giù di corda. Senza motivo. Vedo semplicemente tutto nero. Avrei voglia di divertirmi, di ridere un po’. E invece sono sul mio bel lettone, da sola, circondata da una decina di libri ammezzati e col mio pc sulle gambe. Non ho voglia di nessuno e avrei voglia di chiunque. Vorrei parlare, sfogarmi e allo stesso tempo vorrei stare in silenzio, da sola, come peraltro sto facendo. Vorrei essere in giro, in qualche locale, con le mie amiche, a fare la trulla con quello e con quell’altro. E vorrei essere tra le braccia di "Qualcuno" a farmi coccolare un po’. Vorrei essere su una spiaggia e sentire il fresco della sabbia sotto i piedi. Vorrei essere qui, esattamente dove sono. Vorrei avere una grande gioia. Domani, svegliarmi e avere una bella notizia, una notizia fantastica. Vorrei fare qualcosa per me, solo per me. Vorrei essere fiera di me stessa. Vorrei fare un viaggio. Vorrei che mi capitasse una fortuna. Vorrei essere meno nervosa e meno lamentosa. Vorrei gridare. E vorrei lunghi e solitari silenzi. Vorrei tante cose. Tutto e il contrario di tutto. Vorrei essere meno insofferente, più tranquilla. Vorrei starmi più simpatica. Vorrei essere un po’ più felice. Ma credo di esserlo già abbastanza. Vorrei che questa serata fosse diversa. Ma va bene così: ho il mio lettone, il mio peluche, il mio pc e i miei libri. Va bene, va bene così.


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“Il re dei torti” di John Grisham ed. Oscar Mondadori

“Clay Carter, avvocato, trentun anni, lavora all’Ufficio del gratuito patrocinio: tanto lavoro, pochi soldi e ancora meno soddisfazioni. Anche la vita  sentimentale sta andando a rotoli: la fidanzata Rebecca l’ha appena lasciato perché lo considerava un immaturo, un perdente. Ma proprio mentre segue l’ennesimo caso disperato – un ex tossicodipendente reo confesso di un omicidio – un enigmatico personaggio legato a una potente multinazionale farmaceutica gli propone un accordo: milioni di dollari pur di far passare sotto silenzio i veri motivi della tragedia. Clay non ci pensa due volte. E così in breve lascia il suo squallido ufficio, apre uno studio lussuoso e si ritrova ai vertici della celebrità, proiettato nella ristretta cerchia dei ricchissimi esperti in cause per danni alla collettività, avvocati di grido che viaggiano con il loro jet privato. Ma presto arriva il giorno in cui anche Clay deve pagare il suo conto…”

 

 

Questo libro mi è stato regalato (e già per questo dico GRAZIE!!! Continuate pure con regali così!!! :-)) e, nonostante non sia il mio genere di lettura preferito, devo ammettere che Grisham ha una marcia in più.

Capisco il successo che ha avuto e che continua ad avere e, pur preferendo altri generi ed altri autori, sono contenta di aver fatto la sua conoscenza!!! 🙂

Al prossimo libro.


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La Regina degli svenimenti

Sono svenuta.

Improvvisamente, inaspettatamente, incomprensibilmente, sono svenuta.

Ero dal fisioterapista e… tac… sudore e annebbiamento.

"Mi sento poco bene, posso sdraiarmi e avere una bustina di zucchero?"

E nel giro di pochi minuti è passato tutto.

Pressione massima 90, la minima nemmeno 60. Tutto nella norma… e andiamo avanti!


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Come risollevare una giornata cominciata maluccio:

1) colazione abbondante insieme a "Qualcuno"+ cortisone abbondante (ormai me lo autogestisco come credo!);

2) far finta di non avere l’astenia e appena "Qualcuno" se ne va da casa mia per tornare dai suoi relatives, uscire di casa per fare quattro passi in centro;

3) comprare 6 – e dico SEI – libri in sconto! E sul comodino ne avrò una trentina ancora da cominciare…

4) fare una seconda colazione al bar/pasticceria più vip della città, dove un mini pezzo salato te lo fanno pagare 2 – e dico DUE – euro!

5) comprare il quotidiano locale, tornare a casa e svaccarsi in poltrona a leggerlo;

6) pranzare con FUNGHI FRITTI trovati e colti da "Qualcuno" (e cucinati fantasticamente dalla Mamy);

7) stravaccarsi sul nuovo lettone in attesa della partenza del Gran Premio.

CREDETEMI: sto ‘na meraviglia!!!

Buona domenica e buona estate a tutti!!!


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Chi è quella allo specchio?

Ci sono già passata, è vero, ma fa male lo stesso.

Ho cominciato la chemio i primi di dicembre. Sapevo che mi sarebbero cascati i capelli e allora li tagliai un po’ cortini per non vederli cadere a mazzi, lunghi com’erano…

Poi, tempo 15 giorni dalla prima chemio, iniziarono le "bucature" alla testa, come dicono a Livorno, ovvero un brutto fastidio al cuoio capelluto e i capelli cominciarono veramente a cadere a mazzi.

Li rasai a zero e ci stetti male. Tanto.

Mi vedevo veramente malata.

Poi son stata pelata-malata fino ad aprile, quando la malattia è peggiorata e hanno deciso di operarmi al più presto e di interrompere le chemio. E lì i capelli hanno ricominciato a ricrescere e hanno raggiunto la lunghezza di un paio di centimetri.

Poi di nuovo chemio e quindi, pochi giorni fa, mi son rasata di nuovo a zero.

E ora ricascano, sono lunghi un paio di millimetri, non di più, ma io li sento cadere, li vedo cadere e non c’è niente da fare, mi fa male.

"Ma dai, lo sapevi che sarebbero cascati nuovamente, no? E poi ci sei già passata…"

COSA CAVOLO VUOL DIRE?!!?

A me fa male.

Mi guardo allo specchio e mi vedo malata. Sono pelata, gonfia dal cortisone, grassa, con un seno in meno e una cicatrice gigante in più, con un braccio ancora parzialmente fuori uso e con le lacrime agli occhi.

Chi è quella lì?

Dov’è l’Anna staccato Lisa?

RESTITUITEMELA. SUBITO. LA VOGLIO. LA PRETENDO.

Questa qui nello specchio non so chi sia, ha un corpo che non mi appartiene. Non sono io.


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Le mie notti a pezzettini

Mi addormento, poi mi sveglio, poi faccio litri di plin-plin, poi bevo, poi mi riaddormento, poi mi sveglio per una caldana da menopausa, poi ho freddo e chiudo la finestra, poi mi riaddormento e mi sveglio dal caldo, poi torno a fare plin-plin, poi riapro la finestra e mi addormento.

E poi arrivano le quattro e mezzo: l’orario peggiore, il corti-orario. E’ il momento in cui il cortisone mi dà più fastidio e sudo, grondo, la mia camicina da notte è da strizzare e cambiare ogni notte.

E così mi alzo, barcollando un po’, vado in bagno, mi lavo, mi cambio e torno a letto.

E mi riaddormento per un paio d’ore, poi stop, fine. Arrivano i crampi della fame. Sempre colpa del cortisone… Uff…