Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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“Assunta!” “Ehm, no, grazie…”

Settimana scorsa ho fatto tre colloqui di lavoro. In realtà solo uno mi interessava veramente. Mi piaceva l’azienda, mi piaceva il ruolo. Insomma, desideravo entrarci.

Ho fatto un colloquio stressantissimo: mille domande, mille obiezioni, ma dopo un’ora sono uscita dall’azienda convinta di aver dato il meglio di me.

E infatti avevo ragione: l’azienda ieri mi ha richiamato per un secondo colloquio e… ta-da-da-dan… mi vorrebbero assumere da lunedì.

Mi son presa un giorno per pensarci (Dio come mi piace tirarmela!) e ho deciso: rifiuto!

No, non sono pazza, lo so che rifiuto un posto di lavoro che, sulla carta, potrebbe piacermi, ma:

1)      sto ancora facendo chemioterapia e, per quanto sia più leggera, mi dà comunque qualche disturbetto di troppo e forse è il caso di finirla e poi cercare lavoro;

2)      Dio solo sa quanto son stata male da nove mesi a questa parte. Chi me lo fa fare di rinunciare alle ferie proprio quest’anno?!?! Un’altra punizione? Anche no, vai.

3)      Ho sempre lavorato… posso stare un po’ senza far niente?!? E’ vero che non fa parte di me, del mio carattere, stare a casa a cazzeggiare, ma avrò diritto anch’io a un po’ di riposo?

4)      Lo stipendio che mi offrono non mi consentirebbe certo di fare una vita da nababbo, quindi posso anche rifiutare. Mi avessero offerto tanti soldini, allora, forse… (Oddio Anna, come sei venale… la malattia non ti ha proprio insegnato niente?!??!?!???).

Quindi è ufficiale: sono disoccupata e felice, ma soprattutto… SONO IN FERIE!!!

Devo cominciare ad organizzarmi, non voglio perdere neanche un giorno.

Il programma prevede una settimana con Qualcuno in Valle d’Aosta o in Trentino. Poi vorrei andare qualche giorno in Costa Azzurra a trovare un’amica. Mi piacerebbe fare un salto all’Elba. Se il mio amico rimane a Siena mi piacerebbe andarlo a trovare. Vorrei andare a Milano a conoscere un blogfriend (!). E non escludo di fare un salto in Maremma a trovare le “mie” bambine: Mariasole e Camilla. Potrei anche fare un saluto veloce alle altre “mie” bambine a Vada: Azzurra e Marialuna. E se la mia CdM riuscisse a sganciarsi dal suo boy(guard)friend potremmo fare anche qualcosina insieme.

Se poi avete qualcos’altro da propormi… ben venga!

Idee tante… se ne realizzo una è già buono!!!

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Le chiavi di casa

C’erano una volta due coppie felici. “Una volta” non è poi tantissimo tempo fa: un paio d’anni fa. Anzi, un paio d’anni fa le due coppie non erano già più felici. Qualche tempo prima però sì.

Quindi ricominciamo: c’erano qualche tempo prima di due anni fa due coppie felici.

Adesso non ci sono più. No, non è morto nessuno, solo che entrambe le coppie si sono lasciate. Normale, no? Succede spesso. E la vita va avanti.

Ok, fin qui ci siamo.

I due ragazzi erano amici. E lo sono ancora. Oltre ad essere amici sono anche soci.

Le due ragazze erano amiche. E lo sono ancora, molto di più. Oltre ad essere amiche sono anche medico e paziente.

Ok, e anche fin qui ci siamo.

Le due coppie, pur lasciandosi, rimangono in ottimi rapporti.

Si sentono, si vedono di tanto in tanto… rapporti civili, più che civili.

Ma ora arriviamo all’intreccio: uno dei due soci è molto amico di una delle due ragazze (non la sua ex fidanzata, ovviamente, ma l’altra). Talmente amici che si considerano quasi fratello e sorella. E questa amicizia ha portato il socio a fare un super-mega regalo alla sua amica-sorella.

Tutto chiaro? Lo so, sembra Beautiful…

Le ha regalato una copia delle proprie chiavi di casa, con la speranza e il desiderio che la sua amica ne facesse uso.

L’amica ha apprezzato molto il gesto, moltissimo! E’ rimasta a bocca aperta, ma… non le ha accettate e si è riservata di pensarci un po’ su e di riparlarne insieme più avanti.

Adesso l’amica crede di averci pensato abbastanza e di essere ancora più convinta di non volerle-poterle accettare.

Per lei l’amico è come un fratello, è vero, ma è anche amica – molto amica – della sua ex fidanzata ed è anche ex – molto ex – del suo socio. Ci sono troppe implicazioni e quelle chiavi lei non le può proprio accettare.

Fine della storia.


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Decimo ciclo

E’ la prima volta che vado a Livorno da sola. Nessun accompagnatore. Non ce n’è bisogno. Non rischio più di vomitare come prima. Non rischio più i dolori muscolari come prima. Posso farcela benissimo da sola.

E infatti ce l’ho fatta.

Sono arrivata al Day Hospital a mezzogiorno e mezzo. Baci e abbracci alle infermiere, un’ora di chiacchiere con la dottoressa ElleElle, un saluto veloce al dottor G e dieci minuti (forse meno) di resoconto delle tossicità. Poi ho preso la mia chemio take-away e via, a casa. Ci si vede fra 21 giorni. Figo, no?


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Resoconto di viaggio

Per la mia Mamy è stato bello, emozionante, positivissimo.

Per l’amica della Mamy è stato piacevole, rilassante.

Per me è stato un viaggio difficile. Ma questo la Mamy non lo saprà mai…

Ho passato molto tempo da sola. Le due "vecchiette" avevano un ritmo diverso dal mio e spesso e volentieri… mi seminavano!!!

Ho camminato tanto, ho riflettuto tanto, ho ricordato tanto. Tornare lì dopo nove anni è stato… strano… Tante cose sono cambiate, ma molte altre no. E lì ho ritrovato molto di Ale e anche un po’ di lui… Ho ripercorso gli stessi tragitti che facevamo insieme, ho rievocato gli stessi pensieri di allora, ho sperato di vedere Ale girottolare per quelle strade… Ma ho dimenticato un posto. Ho maledettamente, stupidamente, dimenticato un posto. E devo tornarci. So che anche lì c’è un po’ di Ale ad aspettarmi e DEVO assolutamente riappropriarmene.

Ho riflettuto tanto anche su di me, sulla mia vita, sul mio ultimo anno con Qualcuno e con la bestiaccia. Ho rimesso in discussione molte mie certezze e ho ribaltato completamente alcuni dei miei pensieri. Ho parlato con me stessa. Ho ascoltato me stessa. E sono soddisfatta (anche se sempre incasinata eh!).

E sono pronta per domani… Livorno mi aspetta…