Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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In recupero

Oggi sto decisamente meglio.
La fase più tossica del ciclo DOVREI averla superata.
Ieri sera son svenuta nella doccia… un bello spavento, ma per fortuna c'era la mamy, la mia salvatrice e non mi sono fatta niente.
Adesso ho più forze, riesco a fare qualcosina di più e sono molto contenta.

Ma soprattutto sono contenta per la forza che mi è venuta nel mio animo, nella mia mente.
Sto programmando un sacco di cose, ho un sacco di idee.
E non importa se non tutte riuscirò a realizzarle, è bello anche solo immaginare, sperare, programmare.

Sì, io oggi sono un po' felice.
Sarà che sto per diventare zia, sarà che ho sentito "El mejor" per telefono, sarà che sto organizzando un ponte del 2 giugno strabiliante, sarà che ho viglia di ridere e star bene, sarà che quattro chiacchiere col mio amico "Topo-svizzero" mi fanno sempre un gran bene, sarà che voglio vivere. Ma vivere davvero.


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Ora che sono viva

Stare accanto ad un malato di cancro è estremamente difficile.
Io lo so, l'ho capito.
Noi siamo malati, ma chi ci sta accanto è una vittima allo stesso modo.
Io per prima, giuro, non so se sarei in grado di affrontare la malattia di un'amica. Mi troverei in difficoltà.
Sì, perché non sai che cosa fare, che cosa dire, come comportarti. Hai paura di essere inopportuno, di sdrammatizzare troppo o di rattristare troppo.
E' difficile, lo so.
Ma il malato di cancro ha bisogno di persone vicine, ha bisogno di affetto.
E io ringrazio tutte le persone che in questo fine settimana mi sono state vicine: "Qualcuno" e la mamy, ovviamente, ma anche le mie amiche Babybaby, Dany, Giuliadottore che, fisicamente sono venute a trovarmi, i miei zii, mia cugina, ma anche tutti gli amici – vicini e lontani – che con i loro pensieri, i loro sms, le loro mails, hanno alleggerito le mie giornate difficili.
E grazie anche ai lettori dei miei blog per tutti i commenti che mi lasciano e le mail che mi inviano.
Grazie, con tutto il mio cuore.
Grazie, perché se da oggi sento che posso cominciare a recuperare un po' è anche grazie a loro, all'amore e alla forza che mi donano.
Mi piacerebbe che tutti i malati di cancro avessero un "cancro-club d'aiuto" come il mio. Lo vorrei tanto.

E vi lascio con questo brano che mi ha gentilmente inviato un lettore del blog.
Nn voglio rattristare nessuno. So che sono vicina alla morte come chiunque altro.
Non voglio far la predica a nessuno. So che non ne ho nessun diritto.
E' un modo per esprimere il mio pensiero utilizzando, però, parole altrui (più adatte di quelle che potrei trovare io).

Ora che sono viva

Preferisco che tu condivida con me qualche minuto
ora che sono viva,
che non una notte intera quando sarò morta.

Preferisco che tu accarezzi soavemente
la mia mano ora che sono viva,
piuttosto che adagi il tuo corpo sul mio cadavere
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi faccia una breve chiamata
ora che sono viva,
invece di intraprendere un lungo viaggio
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi regali un fiore
ora che sono viva,
che non una corona di fiori
quando sarò morta.

Preferisco che tu elevi a Dio una breve preghiera
ora che sono viva,
che non una messa cantata
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi dedichi anche un solo accordo di chitarra
ora che sono viva,
che non una commovente serenata
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi reciti una semplice preghiera
ora che sono viva,
che non belle parole sulla mia tomba
quando sarò morta.

Preferisco anche i più piccoli dettagli
ora che sono viva,
che non grandi manifestazioni di affetto
quando sarò morta.

(tratto da: Arnaldo Pangrazzi, Vivere il tramonto. Paure, bisogni e speranze dinanzi alla morte, (Il Sole a Mezzanotte), Edizioni Erickson, 2006 Gardolo – Trento, p. 101; http://www.erickson.it )


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Chemio week-end

Sono a letto, ko, la chemio è entrata in circolo, ovviamente.
Mi aspetta un fine settimana letto-divano-poltrona-letto, ma pazienza, che cosa devo fare?
Sperare solo che questo star male ora serva a star bene più avanti, no?

E poi non sono sola e ho un sacco di cose che posso fare anche a letto.

Per cui: buon week-end a tutti, a chi fa chemio e a chi no, a chi starà a casa o a chi si godrà le prime giornate di mare, a chi lavorerà o a chi si riposerà.
Godetevi questi giorni, qualunque cosa facciate.


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Faccio chemio, rilascio interviste… :-)

Stamattina ho giocato il terzo gettone di questa nuova chemio sulla ruota di Livorno.
Ed è andata bene.
Gli esami del sangue non erano malaccio, a parte il fegato spappolato e quindi ho potuto fare la terapia "in tutta tranquillità".
Ho fatto un bel po' di chiacchiere con la dottoressa ElleElle, mi son mangiata un bel panino con la mortadella accompagnato da un succo alla pera, ho lavoricchiato un po' col cellulare e così il tempo è passato velocemente e piacevolmente (il tutto davanti agli sguardi allibiti dei miei compagni di chemio!).
Credo che questo sia il primo giro di chemio (e ne ho fatti tanti!) in cui mi sono sentita serena e carica. Il fine settimana a Roma ha lasciato il segno, un ottimo segno.

E anche il pomeriggio è stato molto, molto piacevole.

Ho ricevuto una sorpresa da Mamigà: un regalo FANTASTICISSIMO accompagnato da un biglietto commovente. Mamigà, grazie! Il tuo regalo sarà sempre con me perché non è solo bellissimo, ma anche utilissimo…  Non vedo l'ora di sfoggiarlo!!! Grazie, grazie e ancora grazie!

Poi ho ascoltato l'intervista di Wide su radio 3  e… che dire? E' stata strepitosa! Così chiara e sicura di sé. Una bellissima intervista. Sono così orgogliosa di averla come Amica!!!

E poi, poi… che emozione!!!
Andate su www.alfemminile.com e… in home page c'è il mio bel faccione e un'intervista alla sottoscritta!!!
E, a parer mio, è proprio una bella intervista perché la giornalista non ha cambiato una virgola di quello che le ho detto e questo denota una grande sensibilità verso l'argomento trattato. Bello!

Insomma, una bella giornata. E dire che è una bella giornata il giorno della chemio, credetemi, solo una malata fortunata può dirlo!

Ma in tutto questo non posso dimenticarmi di fare gli auguri al mio amico Alessandro che oggi compie gli anni! Joyeux anniversaire mon ami!


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Week-end ROMAntico…

Solitamente, il giorno prima della chemio mi girano parecchio le scatole.
Sì.
Perché so che dal giorno dopo si ricomincia con vomito, nausea, astenia, febbre, dolori e giornate passate a letto a farsi accudire.
Ma oggi me ne frego e non ci penso.
Ho talmente fatto una mega scorpacciata di forti e piacevoli emozioni nel week-end, che adesso mi sento forte e capace di affrontare anche quest'altro giro di chemio.

Sono stata a Roma con "Qualcuno" sabato e domenica.
Volevamo visitare la tomba di Giovanni Paolo II in San Pietro e l'abbiamo fatto.
Volevamo pranzare in un posto caratteristico e Borgo Pio ha saputo accontentarci.
Volevamo cenare in Trastevere con le mie amiche cancer bloggers e i loro fidanzati/mariti e l'abbiamo fatto.
Voelvamo una notte romantica tutta per noi e l'abbiamo avuta.
Volevamo partecipare alla Race for the Cure con le mie amiche e anche se non abbiamo corso, non abbiamo camminato… c'eravamo!

Volevamo tutto questo, è vero, ma abbiamo avuto molto, molto di più.
Abbiamo ricevuto l'affetto, le premure, le attenzioni, gli abbracci di Wide, Rosie, Giorgia, Romina e dei loro fidanzati/mariti.
Ci hanno accolto come fratelli/sorelle.
Sento ancora forte il brivido nel rivedere tutte loro e nel conoscere Romina.
La gioia che ho provato è indescrivibile.
Perché anche se ci vediamo una volta l'anno, c'è un forte legame fra di noi. E non serve esprimerlo con le parole, non serve parlarne fra di noi e ricordarcelo, no, perché lo sentiamo. Tutte noi avvertiamo questo filo che ci lega, ci tiene unite, nonstante la distanza, nonostante gli intoppi e le difficoltà della vita quotidiana di tutte.
Noi ci capiamo, noi ci confrontiamo, noi ci vogliamo bene.
E di quel bene sono ancora completamente circondata. E quel bene mi accompagnerà anche domani a fare la chemio. Sì, io domani non sarò sola su quella poltrona con l'ago infilato nell'antitaccheggio. Domani per me sarà come fare la chemio su una panchina di Trastevere, coccolata dalle premure di mamma Giorgia, capita da un semplice  sguardo d'intesa e da una stritolata di Wide, abbraciata dalla dolcezza di Rosie e accarezzata dallo sguardo di Romina.
Capite che cosa vuol dire essere una malata fortunata?


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Bellicapelli

Quando nel 2008 ricevetti la prima diagnosi, una delle cose che mi fece più soffrire fu la perdita dei capelli.
Non voglio passare per una persona un po' troppo frivola (per quanto lo sia abbondantemente), voglio far capire che perdere i capelli a mazzi all'età di 30 anni non è una cosa piacevole.
Tante persone tendono a sminuire questa cosa, ma io invece mi ci sono sempre arrabbiata perché per me è stato un vero e proprio dolore.
Sì, un dolore che poi ho imparato a gestire e a sdrammatizzare grazie all'aiuto della mia Amicabionda (la parrucca), ma ricordo con grande sofferenza il momento della perdita, il momento in cui mi sono rasata a zero, il momento della scelta della parrucca, il momento in cui tutti mi vedevano per la prima volta con quel gatto morto in testa.
Ci ho sofferto tanto, è vero, ma in ugual modo ho gioito quando a novembre del 2009 hanno ricominciato a ricrescere.
Erano più scuri di prima.
Erano ricciolutissimi quando invece io l'ho sempre avuti lisci come spaghetti.
Erano tantissimi e fortissimi, molto più di prima.
Erano e sono tuttora bellissimi.
Perché sono veri! E sono miei!
E questa gioia la può capire solo chi c'è passato.
Chi ha perso i capelli e poi li ha visti ricrescere può condividere la tristezza e poi la gioia di quei momenti.

E dal novembre 2009 a ora non li ho mai tagliati, non li ho mai colorati, niente. Non sono mai andata dalla parrucchiera, non li ho mai fatti toccare a nessuno.

Fino a venerdì scorso, momento in cui mi sono resa conto di avere un cesto di scarola in testa.
E quindi ho preso la saggia decisione di andare dal parrucchiere.

Goduria.
Goduria delle godurie.
Farsi lavare, decolorare, tagliare, asciugare i capelli dopo quasi tre anni è un godimento che in pochi (e quindi fortunati!) hanno la possibilità di provare.
Tre anni, mica tre mesi!!!
Bello, bello, bello.
Il massaggio al lavaggio, la frangetta che era sparita e torna, bella, sulla tua fronte, le graffiature che danno più luce al mio viso pallido…
Che bellezza…
Ma non solo! Che bellezza che sono io con questi capelli nuovi! Non dico di essere tornata strafi'a come un tempo (ahahahahah!), ma il primo passo verso la normalità è stato fatto.
E ci godo. Dio solo sa quanto ci godo.


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Finalmente un diritto riconosciuto!

Non è bastato un tumore al seno.
No.
E nemmeno una metastasi polmonare e linfonodale.
No, no.
Non glien'è importato nulla della chemio, della radio, della mia difficoltà a respirare e a camminare.
Macché.
Sapete che cosa c'è voluto?
La vertebroplastica.

E quindi grazie alla mia super potente osteoporosi adesso ce l'ho anch'io:

tagliando-invalidi-generica_268044E vi garantisco che se i primi giorni un po' mi vergognavo, adesso lo uso per parcheggiare OVUNQUE: riesco veramente a infilare la mia auto in qualunque posto senza sentirmi in colpa.
Anzi, c'è di più (e questo avalla la mia teoria secondo la quale la malattia fa diventare più stronzi d'animo!): se c'è qualcuno che sta parchegiando nel posto riservato agli invalidi e non ha il tagliandino, io gli sventolo il mio e lo faccio parcheggiare altrove (e giuro che è successo, l'ho fatto!).