Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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Bag addicted si nasce

Tempo fa, mettendo in ordine delle vecchie foto, ne ho trovata una spettacolare.
E' del 1985 ed è stata scattata a Messina, a casa dei nonni, dal mio zio fotografo.
Ci siamo io e Ale abbracciati. Ale aveva 4 anni, io 7.
Ale indossa una camicina celeste che lo fa "ometto", ha i capelli un po' scarduffati (come al solito) e il suo tipico sguardo a furbetto.
Io ho le codine, lo sguardo dolce, sereno. Indosso una t-shirtina bianca e sopra una delizioso vestitino colorato.
Ci abbracciamo, siamo sereni, inconsapevoli di quello che ci riserverà il futuro, ovviamente.

Mi è piaciuta talmente tanto che l'ho tolta da quel cassetto, ho comprato un bel portafoto e l'ho regalata alla mamy che, dopo aver pianto una giornata intera, l'ha messa sul cassettone accanto al suo letto.

La cosa buffa è che mentre mettevo la foto dentro la cornice ho notato una cosa: sulla mia spalla destra si vedono due lacci rossi.
Uno è la spallina del vestito e l'altro!??!
La tracolla della mia borsa preferita!!!
Me la ricordo perfettamente! E' stata una delle mie prime borse (beh, avevo 7 anni) e non me ne separavo mai. Era color panna e rossa con dei quadretti tutti colorati.
La portavo sempre sempre sempre e mi ricordo che se per qualche ragione la dimenticavo a casa… mi sentivo nuda!!!
Un po' come ora!
Non ho idea di quante borse ho, alcune non ho ancora avuto modo di indossarle visto che non esco mai, ma è lo stesso, non posso fare a meno di averle, possederle, comprarle e… guardarle anche!!!
In camera mia c'è un gran casino, ma dove tengo le borse c'è un ordine maniacale!
Follia pura?
No, non credo… D'altra parte come si fa a vivere senza mille mila borse?!?!

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La posta di Anna staccato Lisa

GRAZIE!
Grazie per la quantità infinita di dimostrazioni d'affetto che ricevo.
Grazie per i commenti sul mio blog personale.
Grazie per i commenti sul blog de La Stampa.
Grazie per le centinaia e centinaia di e-mail.
Grazie per le vostre preghiere.

LEGGO TUTTO, ma purtroppo non riesco a rispondere come vorrei.
Tempo fa mi ero ripromessa di rispondere alle mail, ma comincio a non farcela più, la situazione è diventata ingestibile e, a malincuore, leggo, ma non ce la faccio a rispondere. Siete tantissimi!!!

Però grazie, continuate a scrivermi se potete.
Continuate a raccontarmi la vostra lotta o quella dei vostri cari.
Continuate ad incoraggiarmi, le vostre parole mi fanno bene.
Oppure continuate semplicemente a leggermi, in silenzio, io lo sento che ci siete.

Grazie.


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Eccomi qua

Venerdì sono stata a Livorno a fare la chemio.
Il viaggio in ambulanza non è stato proprio piacevolissimo. Si passa con una certa facilità da 40 gradi a meno 20… quasi quasi faccio un complaint alla mia ASL… con tutto quello che mi fanno spendere!

Ah, non spendo niente?
Ok, allora il viaggio è stato ottimo!

Arrivata a Livorno per prima cosa mi hanno fatto l'emocromo, poi un'ecografia ai polmoni e poi la chemio.
Ma andiamo per gradi.

Emocromo e chemio: l'emoglobina è salita a 8.6 per cui… niente bistecca liquida, ma chemio light, come la chiamo io, ovvero, una riduzione del 25% del farmaco. In pratica però è cambiato poco per quanto riguarda gli effetti collaterali, perché anche se sabato non sono stata malaccio, da domenica ho di nuovo un super febbrone, dolori diffusi e una devastante astenia che mi costringe a letto incapace di fare qualunque cosa, come sempre. Uff.

Ecografia: hanno verificato l'entità della pipì delle bestiacce nei polmoni e, grazie al Cielo, non è così abbondante. Non c'è stato bisogno di fare la (terza) toracentesi. Mi tengo quel versamento pleurico finché non dà troppo fastidio. Perfetto.

Quindi… tutto sotto controllo, direi, no?
Beh, più o meno…

Il fatto è che quando sono stata a fare l'ecografia c'era un'infermiera un po'… curiosa… Non mi fraintendete, è stata molto carina, mi ha aiutata a spogliarmi, pulirmi dal gel, rivestirmi, mi ha fatto dei grandi sorrisoni… però le è venuto da farmi qualche domandina.
Forse l'avrei fatto anch'io, intendiamoci, anche perché potevamo essere coetanee e la curiosità, si sa, è femmina! Però… a me ha dato un po' fastidio perché mi sono ritrovata faccia a faccia con la relatà.
Mi spiego.

"Oh come te ne sei accorta?"
"Eh, dalla ginecologa/palpazione al seno/pallottola/vedrai non è niente/ecografia/vedrai non è niente/tru-cut/vedrai non è niente/non è una pallottola ma una bestiaccia… ecc… ecc…"
"Ah, cavoli e hai fatto chemio?"
"Sì, chemio, intervento, chemio, intervento, chemio… finché non sembrava tutto a posto, ma come vedi rieccomi qua. Pazienza."

E lì speravo di finire quel discorso.
Voglio dire: siamo in un reparto di pneumologia… sarà chiaro che ho qualcosa da quelle parti che non va?
Evidentemente no.

"Ho capito. E poi?"
"E poi mi hanno trovato una metastasi ai linfonodi del torace. E poi ai polmoni. E poi all'encefalo. E poi al fegato."

E lì ho abbassato gli ochi, ho fatto un sorriso e ho buttato là una frase fatta "va bene, dai, vedremo".

E poi ho iniziato a ipotizzare il suo pensiero che quasi certamente sarà stato:
A) come fa questa ad essere ancora viva?
B) n'avrà per tre ca'ate ( tipica espressione toscana per dire "évicina alla morte");
C) che cazzo ci avrà da ride? Poverina, dev'essere un po' scema…

Sul pensiero "C" mi ci faccio una grassa risata. Sui pensieri "A" e "B" una grossa riflessione.

Comincio a credere che sia il pensiero di molti. Comincio a credere che in tanti mi vedano già con un piede nella fossa. E mi dispiace, perché anche se veramente fossi vicina al trapasso, beh, vorrei gente sincera, schietta, amica accanto a me. Certo, non pretendo che la gente mi chieda se ho scelto la bara e i canti per la Messa, però vorrei un po' più di sincerità.
Per quale motivo?
Non lo so.
Forse ho scritto un'enorme cazzata. Forse non mi rendo più conto di quanto è difficile stare vicino a un malato. Forse dovrei davvero prendere in considerazione il pensiero "C": poverina… sono proprio un po' scema…


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No globuli, no chemio.

Oggi sono esattamente otto giorni che sono inchiodata a questo letto.
E oggi avrei dovuto alzarmi, in qualche modo, per andare a Livorno a fare la chemio.
Invece sono stata bocciata, anzi, rimandata a domani.
Eh già, ho un emocromo che fa schifo: tre rossini (=globuli rossi) messi in croce e un'emoglobina bassissima, per cui…
…da-da-dan…
HO VINTO UNA BISTECCA LIQUIDA PER DOMANI!!!
Sì, cari miei, domani mi tocca l'ennesima trasfusione di sangue e poi la chemio. Olé.
E non solo! Andrò a Livorno in barella con l'ambulanza perché non mi reggo in piedi!
E non è finita qui!
Oggi ho vinto un'infiltrazione di cortisone e acido ialuronico nella spalla!!!
Insomma, ricchi premi per AnnastaccatoLisa!!!

Ma una vincita al "Gratta & Vinci"… quella mai, eh?


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"GinT"

Fra i tanti, tantissimi lettori dei mio blog, c'è una ragazza dolcissima il cui pseudonimo è "GinT".
E' una persona meravigliosa, studia medicina, è di Milano ed ha una sensibilità fuori dal comune.
Ho avuto il piacere di conoscerla, di abbracciarla e di passare un pochino di tempo con lei. Una delle volte che son stata all'IEO, lei ha attreversato tutta Milano in motorino per venire a conoscermi. E' strepitosa e io la sento molto vicina.
Mi riempie di coccole, regali, mail, sms, pensieri. E' sempre con me.
E io sono qui per ringraziare lei e la sua famiglia perché oggi mi hanno resa felice.
Sono giornate difficili queste: anche oggi avevo la febbre e anche se respiro meglio, faccio fatica a stare in piedi. E' quasi una settimana che sono inchiodata a letto, la maggior parte del tempo la passo a dormire. Non riesco nemmeno a leggere e spesso ho anche poca voglia di parlare.
Non sono triste, ma certo sarei più contenta se riuscissi ad alzarmi e a fare qualcosina, anche poco. E in questa astenia oggi è arrivata la MEGA sorpresa di "GinT" che mi ha commosso, resa felice e mi ha anche dato la forza di reagire in qualche modo. Devo sforzarmi di più, devo impegnarmi ad uscire da questo letto al più poresto. Ce la devo fare.
Grazie "GinT" e grazie a tutta la tua famiglia.

E grazie a tutti voi, lettori dei miei blog.
L'ultimo post ha registrato oltre 350 commenti. Ho ricevuto un centinaio di mail.
Grazie, grazie e ancora grazie.
Mi fate bene, mi aiutate tanto, mi date tanta forza e tanto affetto.
Vorrei baciarvi uno ad uno!!!
Grazie di cuore.


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No bono

Io ho un amico che si chiama Moustapha.
Ha 23 anni (o 24? Uhm… non ricordo…), è senegalese e di mestiere fa il "vu cumprà". Anche se, a dirla tutta, è un "vu cumprà" un po' particolare… Non è di quelli che ti chiamano, ti stressano per comprare qualcosa… No, lui no. A lui le cose gliele devi chiedere e se ha voglia vende, altrimenti pazienza, venderà ad un'altra persona o venderà un altro giorno. E' un "vu cumprà" stanco. E' un "vu cumprà" che comincia a lavorare alle dieci la mattina e all'una smette perché deve mangiare, pregare, fare la pennichella. Ricomincia alle quattro, per un paio d'ore o tre, non di più. Abita a Carrara e d'estate lavora là, sulle spiagge, d'inverno a Montecatini Terme.
E' a lui che devo il nomignolo "Giuliadottore". E' lui che iniziò a chiamarla così quando gliela presentai.
Io gli voglio un mondo di bene e lui ne vuole a me.
Quando gli dissi della malattia lui mi disse "no bono (con la prima o acuta), mi dispiace, ma te sei tanto bella e tanto brava, passerà". E continua a dirmelo tuttora, ogni volta che ci sentiamo per telefono.
"No bono" è la sua tipica espressione di disappunto.
Se vede qualcuno fumare dice "no bono".
Nel periodo in cui non ero fidanzata e andavo a giro la notte per locali mi diceva "no bono".
Quando seppe che mi stavo licenziando dal posto dove lavoravo all'epoca e dove ci vedevamo tutti i giorni mi disse "no bono".
E a me quell'espressione è rimasta. L'ho fatta un po' mia perché mi piace, mi fa tenerezza.

E giovedì, quando sono andata a Livorno per avere i risultati della tac e per fare la chemio, vedendo gli sguardi delle mie oncologhe, notando una certa accuratezza nel visitarmi, ho pensato immediatamente "NO BONO".
E infatti, gente mia, no bono per niente.
Dopo il tumore al seno ci voleva una metastasi ai linfonodi del torace e ai polmoni.
Ma evidentemente non bastava: ci voleva acnhe una metastasi all'encefalo.
E probabilmente tutto 'sto popò di roba non era sufficiente perché… reggetevi forte… ho ANCHE una metastasi al fegato.

La chemio, evidentemente, non sta funzionando per cui me l'hanno cambiata e giovedì l'ho subito cominciata.
Da giovedì sono a letto con la febbre alta, un'astenia abbestia, incapace di fare qualunque cosa, piena di dolori, con grosse difficoltà a respirare (adesso risolte grazie al cortisone) e con le mucositi in bocca.

E che altro volete che aggiunga?
Come volete che mi senta?
Ogni parola sarebbe inutile e non mi va di star qui a piangermi addosso e lamentarmi.
Continuerò a lottare, come ho sempre fatto, consapevole del fatto che forse non vedrò mai la laurea della Petra, non conoscerò mai la fidanzata di Jacopo e mi perderò il diploma di Sara. Ma so anche che quello che mi resta da vivere me lo godrò il più possibile. Nei momenti in cui starò bene penserò… a star bene, punto e basta.
E vaffanxxxx.


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L'ostrica

Disse un'ostrica ad una vicina:  "ho veramente un grande dolore dentro di me. È qualcosa di pesante e di tondo e sono stremata". Rispose l'altra con borioso compiacimento:  "sia lode ai cieli e al mare, io non ho dolori in me. Sto bene e sono sana sia dentro sia fuori".
Passava in quel momento un granchio e udì le due ostriche  e disse a quella che stava bene ed era sana sia dentro sia fuori: "si, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta dentro di sé è una perla di straordinaria bellezza". È la grazia più grande per l'ostrica. Quando le entra dentro un granello di sabbia, una pietruzza che la ferisce, non si mette a piangere, non strepita, non si dispera. Giorno dopo giorno trasforma il suo dolore in una perla: un capolavoro della natura.

Grazie "Giuliadottore"!