Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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Avatar

Una meravigliosa esperienza in 3D vissuta per 165 minuti sul pianeta Pandora (nome non a caso): questo è Avatar, un'esperienza più che un film.
E non esagero.
Sono andata a vederlo molto scettica, dubbiosa, quasi convinta che tutto il successo fosse opera di una buona operazione di marketing e dall'amore, spesso incondizionato e immotivato, che la gente ha per gli effetti speciali e per il 3D.
E invece mi sbagliavo, il film merita veramente. E ok, sicuramente merita anche per gli effetti speciali, per l'ambientazione in questo pianeta lussureggiante dove gli indigeni vivono in simbiosi con la propria Terra incontaminata.
Ed è bella la storia, banale forse per molti, ma dalle mille sfaccettature secondo me.
Si parla di amore, rispetto e legame con la natura contrapposto a corruzione, fame di ricchezza, di potere.
Ma non solo di rispetto della natura, qui si parla di rispetto dell'altro in generale. Si parla di integrazione, di rispetto delle tradizioni, delle abitudini.
Si parla di equilibrio della vita, di fiducia reciproca fra appartenenti ad uno stesso popolo, di armonia del pianeta.
Si parla di forza della fede, di preghiera.
Un fim da non perdere, a parer mio.
Nota negativa? Troppe americanate… ma mi sembra anche sciocco scriverlo…
Da ricordare: quel "io ti vedo", dichiarazione d'amore del popolo Na'vi, che è molto più dell'umano "ti amo". Significa io vedo che ci sei, che esisti e quindi ti accetto, ti rispetto, non ti trasformo in qualcosa di simile a me, ma vengo ad incontarti nel tuo essere te stesso. Meraviglioso.
Voto: 9+


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Cinema

A me piace andare al cinema e ultimamente ho ricominciato ad andarci.
Solitamente Qualcuno ed io ci andiamo la domenica sera. C’è un cinema vicino casa che fa vedere i film in seconda visione e costa un po’ meno.
Ieri sera siamo andati a vedere "Baciami ancora" di Muccino, il seguito di "L’ultimo bacio".
Ecco, se disgraziatamente vi venisse in mente di andarlo a vedere (a meno che non l’abbiate già fatto, poveri voi), non lo fate.
E’… è… è… fastidioso. Sì, lo definirei fastidioso.
Un mix di tristezza, angoscia e assurdità.
Muccino ci ha infilato dentro tutte le caratteristiche e le emozioni negative dei qurantenni, tralasciando tutti gli aspetti positivi di quell’età.
Nel film si parla solo di delusioni, tradimenti, paura della malattia e della morte, bugie, sconfitte, suicidi, depressioni, fughe.
MA SI PUO’?!?!
E’ terribilmente negativo e, secondo me, a volte anche troppo scontato, banale e ridicolo.
Non ci ho trovato nessun messaggio positivo. L’unico personaggio del film che PARE felice è il tipo che scappa, zaino in spalla, in Brasile. No, dico, ma vi pare normale?!?!
Mi dispiace per gli attori, Savino, Accorsi, la Impacciatore che a me piacciono molto, ma il film è veramente una delusione. Ha fatto bene la Mezzogiorno a rifiutare la parte.
Voto: 4