Ho il cancro. Il blog di una malata coccolata, viziata, amata, fortunata


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Niusss degli ultimi giorni

Son stata parecchio male nei giorni scorsi.
I dolori fisici non mi davano tregua e la disperazione nemmeno.
Per quello non mi sono più fatta viva.
Per quello non ho più scritto i post.
Per quello non ho più letto neanche un commento e neanche una mail.
Per quello ho allontanato tutti i miei amici e ho chiesto loro di non venire a trovarmi e di non telefonarmi. Ho avuto bisogno di stare da sola col mio dolore, fisico e psicologico.
Ho dovuto parlarci. Ho cercato di capirli. Ho chiesto loro di abbandonarmi.
Ho avuto bisogno di silenzio.
Ho voluto dormire più che potevo.
Ho preferito una vita tranquilla, fatta di affetto, coccole, baci, chiacchiere, attenzioni e carezze da parte delle infermiere, delle OSS, del primario, della caposala, delle donne delle pulizie, delle volontarie, di mio marito e della mamy. Perché ora sono loro la mia famiglia. Questa stanza è diventata casa mia e loro sono i miei cari. E ho avuto bisogno di qualche giorno di tempo per restare da sola con loro e per rendermi conto realmente di com'è adesso la mia vita.
Ma adesso è giunto il momento di rifarmi viva. E' giunto il momento di scrivere un nuovo post per tutti voi Amici miei. E mi scuso per la latitanza. Ma mia scuso anche per non aver letto i commenti dei post precedenti; so da amici che è successo un po' di caos, per cui sto seriamente pensando di moderare i commenti. Mi dispiace, eh, perché avrei voluto lasciare libertà di scrittura a tutti, ma mi sono arrivate un marea di segnalazioni di persone infastidite (come minimo) da certi commenti poco carini, per cui temo che dovrò prendere provvedimenti.
Mi scuso anche con chi mi ha scritto una e-mail. Al più presto ricomincerò con la lettura: sono rimasta indietro di qualche centinaio di e-mail, ma ce la farò, le leggerò!!!

Sabato mi hanno fatto un'ecografia all'addome (solo perché io ho insistito come una pazza scatenata per farla, ma in realtà non ce n'era bisogno!).
Quello che è venuto fuori lo sapevamo già: ci sono delle allegre bestiacce che rompono le scatole al mio fegato e di conseguenza provocano dolore a me.
Ma adesso, pian pianino, stiamo trovando la dose giusta di morfina e altri antidolorifici, cosicché le bestiacce possono continuare a fare il loro porco comodo senza dare troppo fastidio a me!

A proposito di morfina… qualche notte fa ho avuto una reazione… non troppo piacevole, diciamo: una crisi di nervi, lacrime e disperazione. Ho vaneggiato, ho urlato, pianto e delirato. E' stato brutto, bruttissimo. Per me, certo, ma soprattutto per "Qualcuno" che ha dovuto sopportare tutto ciò e aiutarmi nel farmi restare calma e tornare in me. C'è riuscito, certo, ma c'è voluto tatnto tempo e dopo eravamo sfiniti entrambi.
Non è giusto.
Non è giusto che una coppia, appena sposata, che in teoria dovrebbe essere in viaggio di nozze, si trovi a litigare e a combattere contro una malattia così bastarda.
Non è giusto.

Venerdì mi hanno concesso una mezza giornata d'aria, come i carcerati.
Un medico, un infermiere e un oss, mi hanno accompagnato a casa perché dovevo sbrigare alcune cose importanti.
Munita di ossigeno, morfina, sedia a rotelle ed entusiasmo, sono tornata a casa mia e Dio solo sa quanto è stato difficile per me poi venir via.
Ho voglia delle mie cose.
Ho voglia della mia gatta.
Ho voglia del mio lettone, del mio bagno, del caos sulla mia scrivania.
Voglio tornare a casa mia.
E voglio tornarci senza ossigeno, senza morfina, senza sedia a rotelle, ma con lo stesso entusiasmo.

Domenica era l'anniversario della morte di Ale: 11 anni.
Ogni anno la mamy ed io facevamo dire la Messa nella chiesa della parrocchia dove abbiamo abitato insieme a lui. Il nostro sacerdote diceva sempre una bella omelia dedicata ad Ale e il mio coro ed io cantavamo dei canti molto belli scelti proprio per lui.
Eravamo sempre in tantissimi a ricordare Alessandro e, pur essendo un brutto giorno per me, diventava ogni anno un modo per ritrovare amici e parenti e per stare bene, sereni, nel ricordo di Ale e nella certezza che lui ci osserva e ci accompagna per mano nel nostro cammino.
Quest'anno, invece, la Messa l'ho presa qua, nella Chiesa dove mi sono sposata, seduta sulla sedia a rotelle e con la bombola dell'ossigeno insieme a me perché non mi ci posso staccare.
Posto diverso, Chiesa diversa, persone diverse, situazione diversa, ma sempre la stessa certezza: Ale è con me, magari un po' distratto, ma è accanto a me, mi osserva, mi guida e… quando può… interviene e mi assiste. Il nostro legame continua anche dopo questi undici anni di lontananza fisica.

Il reparto delle Cure Palliative dell'ospedale di Livorno continua ad essere sommerso di lettere, paccchi, fiori, buste e sorprese. E il mio cuore continua a scoppiare di gioia per tutto ciò.

A pag. 42 di "VISTO" di questa settimana trovate un'intervista alla sottoscritta e alcune foto (prima e dopo la cura… terribili!!!).

Ho voglia di uscire da qui.
Ho voglia di fare la luna di miele.
Ho voglia di andare a fare shopping.
Ho voglia di libertà.
Ho voglia di normalità.

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Basta saper aspettare

Venerdì pomeriggio, non so come, ma sono riuscita ad alzarmi dal letto e ad andare a Livorno a fare la tac col mezzo di contrasto.
Ed è stato bello.
No, non fare la tac, ma riabbracciare la dottoressa ElleElle tornata dall'America, la quale mi ha sommerso di regali meravigliosi fra cui… da-da-da-dan… un paio di orecchini di Tiffany!!!!
Se è vero che ognuno ha il medico che si merita, io devo essere proprio una paziente modello per meritarmi tante attenzioni dalla mia oncologa!!!

Anche la serata è stata molto bella: cena a casa della "Babybaby" e di "Gizzu" con "Qualcuno", "D&D", "CdM", Fede, il piccolo Jacopo e la "Giuliadottore". Bello, bello, bello!

Per non parlare poi del sabato mattina: sono andata a Pisa a prendere "el mejor – Zubi – mio marito" all'aeroporto e riabbracciarlo è sempre una gioia indescrivibile.

Ma il bello arriva sabato pomeriggio!
Sono stata a Pietrasanta alla manifestazione "Anteprime" a… conoscere di persona il mio capo!!! Sì, ho conosciuto il direttore de La Stampa Mario Calabresi!!! Era lì per presentare il suo ultimo libro "Cosa tiene accese le stelle" e per dare qualche anteprima sulle prossime puntate della sua trasmissione "Hotel Patria" (tutti i lunedì, su Rai 3,  in prima serata, ve la consiglio!).
E' stato carinissimo! Mi ha fatto un sacco di feste e mi ha regalato il suo libro! E nella dedica mi ha ringraziato per il miele (sì, gli ho portato ad assaggiare il mio miele!) e per il mio coraggio. E non solo, sapete che cosa mi ha detto? "Grazie perché scrivi per noi".
CI RENDIAMO CONTO?!!?
Lui che ringrazia me… Pazzesco!!!
Mi ha fatto sedere accanto a lui mentre firmava dediche e autografi sui suoi libri e lì mi sono sentita una vera privilegiata perché ho avuto la possibilità di ascoltare tutti i complimenti e gli incoraggiamenti che la gente gli faceva. E' stato veramente un bel momento.
E lui è una persona squisita. E io non smetterò mai di ringraziarlo per avermi adottato.

Tutto questo resoconto per dirvi che avevo ragione: passa, tutto passa, bisogna solo avere un po' di pazienza. E anche se ora sono di nuovo ko da due giorni, non importa. Non importa perché intanto non sono a casa mia, ma sono alla casa al mare a Viareggio dello zio di "Qualcuno" e stare a letto, ma poter vedere il mare, i gabbiani e respirare quest'arietta, è tutta un'altra storia. Non importa perché grazie alla dottoressa ElleElle, ai miei Amici, a Qualcuno, alla mamy, al direttore Mario Calabresi, ho fatto il pieno di belle emozioni che mi aiutano a superare meglio questi giorni di totale astenia e disestesia. Non importa perché ormai lo so: tutto passa, basta solo saper aspettare.


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Carramba che sorpresa!!!

Venerdì sono stata in Puglia.
Sì, in Puglia! Giuro!
Ho preso il primo volo della mattina da Pisa e l'ultimo, da Bari, la sera.
Con la mamy, fedele compagna di viaggi e di vita.

Perché questa mattata?
Perché volevo conoscere Sara, la mia "nipotina".
Perché volevo abbracciare Alessandra e Nicola, i suoi genitori meravigliosi.
Perché volevo condividere con tutta la famiglia di Alecomeale (che è un po' anche la mia famiglia…) la gioia di questa nascita.

E quindi siamo andate.
Ah! Piccolo particolare: il tutto a sorpresa!!! Avevo avvertito solo il padre della piccolina, ma gli altri non sapevano niente di niente!

E non vi dico la faccia che hanno fatto!
Le lacrime che abbiamo versato!
Gli abbracci che ci siamo scambiati!
E' stata una giornata indimenticabile e se prima di partire ero un po' scettica e timorosa di fare una cosa sbagliata (sia per il disturbo che avremmo potute dare, sia per il pensiero di non potercela fare, viste le mie condizioni di salute), quando sono salita sull'aereo di ritorno ero così felice e così sicura di aver fatto una bella sorpresa che ogni dubbio è passato.

E Sara è un vero miracolo.
Sara è vita, è gioia, è un dono per tutti.
Tenerla in braccio e parlarci (giuro che l'ho fatto, le ho raccontato tante cose) è un'emozione indescrivibile. Abbracci la vita, stringi un piccolo grande miracolo.
E ho pianto tanto.
Per la gioia certo, ma anche un pochino per il dispiacere di non potere avere figli miei. Non potrò mai donare la vita a nessuno, non potrò mai far diventare padre "Qualcuno", non capirò mai le sensazioni di essere mamma.
Ma va bene, va bene lo stesso.
Ho Sara, ho la Petra, ho tutti i figli delle mie amiche da coccolare e amare.
E se non sarò mamma… sarò una zia, una brava zia! Promesso!


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Week-end ROMAntico…

Solitamente, il giorno prima della chemio mi girano parecchio le scatole.
Sì.
Perché so che dal giorno dopo si ricomincia con vomito, nausea, astenia, febbre, dolori e giornate passate a letto a farsi accudire.
Ma oggi me ne frego e non ci penso.
Ho talmente fatto una mega scorpacciata di forti e piacevoli emozioni nel week-end, che adesso mi sento forte e capace di affrontare anche quest'altro giro di chemio.

Sono stata a Roma con "Qualcuno" sabato e domenica.
Volevamo visitare la tomba di Giovanni Paolo II in San Pietro e l'abbiamo fatto.
Volevamo pranzare in un posto caratteristico e Borgo Pio ha saputo accontentarci.
Volevamo cenare in Trastevere con le mie amiche cancer bloggers e i loro fidanzati/mariti e l'abbiamo fatto.
Voelvamo una notte romantica tutta per noi e l'abbiamo avuta.
Volevamo partecipare alla Race for the Cure con le mie amiche e anche se non abbiamo corso, non abbiamo camminato… c'eravamo!

Volevamo tutto questo, è vero, ma abbiamo avuto molto, molto di più.
Abbiamo ricevuto l'affetto, le premure, le attenzioni, gli abbracci di Wide, Rosie, Giorgia, Romina e dei loro fidanzati/mariti.
Ci hanno accolto come fratelli/sorelle.
Sento ancora forte il brivido nel rivedere tutte loro e nel conoscere Romina.
La gioia che ho provato è indescrivibile.
Perché anche se ci vediamo una volta l'anno, c'è un forte legame fra di noi. E non serve esprimerlo con le parole, non serve parlarne fra di noi e ricordarcelo, no, perché lo sentiamo. Tutte noi avvertiamo questo filo che ci lega, ci tiene unite, nonstante la distanza, nonostante gli intoppi e le difficoltà della vita quotidiana di tutte.
Noi ci capiamo, noi ci confrontiamo, noi ci vogliamo bene.
E di quel bene sono ancora completamente circondata. E quel bene mi accompagnerà anche domani a fare la chemio. Sì, io domani non sarò sola su quella poltrona con l'ago infilato nell'antitaccheggio. Domani per me sarà come fare la chemio su una panchina di Trastevere, coccolata dalle premure di mamma Giorgia, capita da un semplice  sguardo d'intesa e da una stritolata di Wide, abbraciata dalla dolcezza di Rosie e accarezzata dallo sguardo di Romina.
Capite che cosa vuol dire essere una malata fortunata?


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Race for the Cure – di corsa contro i tumori del seno – ROMA

Domenica 22 maggio 2011, alle Terme di Caracalla, torna l’appuntamento più coinvolgente della primavera romana. La Race for the Cure, evento simbolo della Susan G. Komen Italia (organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno) è una festa di solidarietà che coinvolge famiglie, scuole, aziende, atleti e “sportivi della domenica”, in un week-end ricco di iniziative dedicate alla salute, al benessere e al divertimento.

La manifestazione, che ha come madrina Maria Grazia Cucinotta, si apre ufficialmente alle Terme di Caracalla venerdì 20 maggio con il "Villaggio della Salute" e culmina domenica in una corsa di 5 km con passeggiata di 2 km per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, raccogliere fondi ed esprimere solidarietà alle Donne in Rosa, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che testimoniano, indossando una maglia e un cappellino rosa, che da questa malattia si può guarire. Tra loro ci sarà l’attrice Rosanna Banfi, che ha scelto da tempo di condividere pubblicamente la sua esperienza per infondere coraggio alle oltre 37.000 donne che ogni anno in Italia sono colpite dal tumore del seno.

La Race si svolge a Roma con successo da 12 anni sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio della Regione Lazio e quello di Roma Capitale, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Roma, CONI, FIDAL, Policlinico Gemelli e Ministero della Salute, in collaborazione con IPASVI, Federfarma Roma e Europa Donna. Nell’ultima edizione, grazie anche al generoso sostegno di numerose aziende come gli sponsor nazionali Johnson & Johnson e Samsung, ha raccolto oltre 847.000 euro per una partecipazione-record di circa 53.000 iscritti e più di 3.500 Donne in Rosa.
Questi risultati hanno consentito alla manifestazione romana di conquistare nel 2010 il secondo posto tra le “Race for the Cure” più partecipate del mondo alle spalle dell’edizione di St. Louis (Stati Uniti, Missouri).

IO CI SARO'!!!
"Bianchetti" (=globuli bianchi) permettendo, mi faccio un week end tutto romano insieme al mio "Qualcuno". Il programma prevede la visita a San Pietro per il sabato, la cena con le mie super amiche cancer bloggers romane e la Race per la domenica.
Non è un programma super?
Chi viene?!?!
Dai, dai, acCORRETE numerosi!!!


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Sarò zia

Io l'ho saputo così:

cicogna

Era il 7 ottobre 2010, Ale era incinta di un mese e credo di esser
stata una delle prime a saperlo. Quando "Alecomeale" e suo marito
"Cósimo" (ahahahah!!!) mi mandarono quella mail, manca poco svengo!
Fu una gioia incredibile.
E poi che bello vedere l'ecografia, sapere del cambio di gusti in tema
di cibo di "Alecomeale", ridere sulle gelosie premature di "Còsimo",
intenerirsi per le apprensioni di "Pinuccio" & family, ritrovarsi a
parlare con Sara a 700 km di distanza, approvare il primo shopping x
la piccola, innamorarsi di una culla e di millemila vestitini rosa,
comprare i primi regalini per lei, vedere dalle foto la pancia
dell'Ale crescere di giorno in giorno...
Ma non mi bastava, volevo di più. Io volevo baciarla quella pancia,
volevo toccarla. Volevo vedere la mia Ale in dolce attesa e volevo
abbracciarla.
E non solo.
Il mio sogno e quello di Ale e della sua famiglia era di andare tutti
insieme a San Giovanni Rotondo.
Ma io, con tutti i miei acciacchi, lo consideravo un sogno
irrealizzabile e anche se pregavo di continuo affinché si realizzasse,
sapevo che per il momento sarebbe stato molto difficile.

Poi il miracolo.
Un giorno "Qualcuno", credente a modo suo, poco praticante (beh, come
me del resto), ma evidentemente affascinato, colpito dalla figura di
Padre Pio, mi dice: "Anna, si va da Padre Pio"?
È per questo che parlo di miracolo: "Qualcuno " non sapeva del mio
sogno, delle mie preghiere, non sapeva nemmeno che Padre Pio fosse in
Puglia!!!!!!!! >.'
Ma evidentemente Lassù hanno ascoltato le mie preghiere e hanno
realizzato questo miracolo tramite "Qualcuno".
E così, in men che non si dica, ho contattato l'Ale che stentava a
crederci, ho comprato i biglietti aerei e sabato 23 aprile son partita
x Bari con "Qualcuno", la mamy e una cara amica della mamy.
Siamo stati là solo due giorni, ma credetemi sulla parola se vi dico
che sono stati indimenticabili!
Non voglio fare il resoconto dettagliato di quei due giorni. Vi dico
soltanto che appena ho visto l'Ale ho baciato la sua pancia e che a
San Giovanni Rotondo ci siamo davvero andati tutti insieme.
Due sogni avevo: entrambi realizzati.

Adesso scriverò un elenco di cose che, giustamente, per voi non hanno
significato, ma per me sì e non voglio che vadano nel dimenticatoio.
Sono tutte emozioni che ho provato in quei due giorni e che rimarranno
nel mio cuore x sempre.

Il primo volo con la mamy e "Qualcuno".
Le risate mano nella mano durante il decollo con "Qualcuno".
Il primo bacio a "Puffetta".
La pietra chiara e il mare.
I venditori di ricci.
Le testate di "Qualcuno" in hotel.
Il mio pianto sulle scale.
L'abbraccio di tutti.
Il divanone.
La culla.
"Ciao Francy..."
La mozzarella, la stracciatella, il salmone, il riso, il polpo, i
gamberi...
I biglietti di "Pippi" x me.
Il miracolo della pennichella a pancia sotto.
La passeggiata, le risate, le foto, la bellezza di Trani.
La zampina.
I barbatrucchi per pagare.
La compagnia di amici che ti sembra di conoscere da sempre.
Cè beeelll!!!
Il giacchetto della mamy.
La carovana x San Giovanni Rotondo.
Le saline.
La chiesa antica.
La benedizione del piccolo frate amico di San Pio: il momento più
suggestivo ed emozionante della giornata.
Il pranzo e il barbatrucco per pagare.
Il Padre Nostro per mano a "Pippi", "Alecomeale" e Sara.
La cripta.
La Chiesa nuova.
Il mega casino, i giochi e le urla in macchina fra me e "Pippi".
L'autogrill riservato per noi.
Le risate a crepapelle della mamy.
Còsimo.
La pizza in valigia.
I saluti, i pianti e la mia poco credibile arrabbiatura.
La sua lettera la mattina della partenza.
"El mejor" a Pisa.